Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco

23.09.2021

Molti, venendo a Roma, tendono a visitare, prima di tutto, il Colosseo, il Pantheon e la famosa piazza Navona, dimenticando che questa città è piena di mille piccoli capolavori architettonici nascosti dietro il sipario della quotidianità, ma che valgono indubbiamente la pena di essere visitati.

Siamo sempre di fretta, di passaggio, mentre Roma si è congelata e ci guarda ridendo dall'alto del suo infinito splendore.

Ha visto tutto e tutti...

Il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco a Roma è un ottimo esempio di come l'alta cultura e la passione per l'archeologia abbiano aiutato l'uomo a creare una collezione unica di arte antica.

Erede di una nobile famiglia (la famiglia Barracco era considerata la più ricca del Regno delle due Sicilie), il giovane Giovanni portava un nome che gli aprì tutte le porte dell'alta società.

Seguono le visite ai circoli intellettuali, che si ritrovano da Leopoldo di Borbone, fratello del re, ossessionato dagli ideali liberali.

In questo ambiente di intellettuali, artisti e letterati europei, conobbe Giuseppe Fiorelli, il grande archeologo, responsabile degli scavi di Pompei e del Museo Archeologico di Napoli. 

Questa amicizia, che durò per tutta la vita, lo introdusse all'amore per l'archeologia e l'arte antica.

Gli anni trascorsi in Calabria e a Napoli, l'amicizia con Giuseppe Fiorelli, il mondo dell'archeologia, tutto questo ha risvegliato in lui una vera passione per l'arte e, in particolare, per la scultura antica.

Nasce così una deliziosa collezione privata.

La scultura greca, così come esempi di arte cipriota, in cui sono stati presentati alcuni elementi di mediazione tra il mondo orientale e occidentale (greco), sono state le perle di questa collezione.

Nel 1902, con ampio gesto di magnanimità, Barracco decise di donare la sua intera collezione di sculture, che contava circa duecento opere, al comune della città di Roma: in cambio ricevette un terreno edificabile, in Corso Vittorio Emanuele II , dove la strada porta al Lungotevere, per la realizzazione del museo.

Qui Barracco costruì un piccolo edificio neoclassico (progettato da Gaetano Koch), con una facciata disegnata alla moda dell'epoca, come un tempio ionico, sul cui frontone spiccava la scritta MVSEO DI SCVLTVRA ANTICA.

La collezione sapientemente assemblata comprende le più antiche opere d'arte provenienti dal Egitto, Siria, Fenicia, Cipro, Etruria, Grecia e Roma, nonché alcuni esempi di arte medievale.

Per quanto riguarda l'arte egizia, alla quale Barracco prestò la massima attenzione, la collezione del museo contiene frammenti molto notevoli di scultura funeraria, soprattutto delle prime dinastie.

Accanto a queste opere acquistate sul mercato internazionale, la collezione si è arricchita di importanti reperti rinvenuti durante gli scavi dell'Ottocento e dei primi del Novecento in varie località italiane: segno della penetrazione della cultura egizia già durante l'Impero Romano.

Barracco morì nel 1914, lasciando il museo nelle mani di Ludwig Pollack, suo amico e consigliere per gli acquisti.

Il rinnovo della città nel 1931 e le numerose modifiche apportate al piano urbanistico indicavano la necessità di demolire l'edificio costruito da Koch solo pochi decenni fa: nonostante i vari tentativi delle autorità comunali di ottenere i necessari interventi, il Museo fu demolito nel 1938: le opere della collezione furono trasferite nei magazzini dei musei capitolini finché nel 1948 la collezione fu finalmente ospitata nell'attuale edificio "Farnesina ai Baullari".

Oggi vi è il delizioso Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco.

L'ingresso al museo è libero.
www.museobarracco.it