Bernini. La Sensualità del Barocco

19.10.2021

Torna a brillare l'amata cappella romana di Bernini: dopo un completo restauro, la cappella Cornaro, che custodisce nella chiesa di Santa Maria della Vittoria il capolavoro del grande scultore detto "Estasi di Santa Teresa d'Avila", è aperta ai visitatori. L'opera ha subito un lungo e accurato restauro. L'Estasi di Santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini è un'immagine simbolica del Barocco romano, un capolavoro che condensa i suoi ideali: la conoscenza e l'esperienza del divino non sono astratte, ma passano attraverso il prisma di tanti sentimenti. L'opera rappresenta il momento in cui un angelo toglie una freccia dal corpo di Teresa, sdraiata su una nuvola in estasi religiosa. Un gruppo scultoreo candido, illuminato dalla luce naturale, che penetra da una nicchia invisibile per lo spettatore e si riflette in raggi dorati, come se scendesse dall'alto. Gian Lorenzo Bernini descrive e trasferisce nel marmo il momento dell'estasi mistica di Santa Teresa (che lei stessa racconta nei suoi testi), in uno stile che ci lascia sbalorditi.

Foto di ©Andrea Varesi 

Nei testi che ha lasciato, la Santa racconta di aver sentito come un angelo la trafisse con una freccia nel cuore, accendendo l'amore per Dio, e Bernini ricrea l'intera scena, conferendo al marmo sensualità e fisicità.

Il più grande dei scultori, ha lasciato la sua opera come un artefatto di belle manifestazioni dei sentimenti e delle passioni umane più potenti, turbolenti e irrazionali.

Nelle sculture di questo maestro il marmo freddo e statico prende vita, pulsa e irradia il calore del corpo umano.

Attraverso la fusione delle arti della scultura, della pittura, dell'architettura, Bernini ha interpretato la dimensione totale, quella che lui stesso chiamava " il bel composto". 

Bizzarria, teatralità, virtuosismo e passioni divoranti sono solo alcune delle caratteristiche dominanti dello stile barocco che si diffuse in Europa nella prima metà del Seicento. Lo si vede chiaramente in due celebrissime opere realizzate dallo scultore per il cardinale Scipione Borghese, entrambe conservate nella Galleria Borghese di Roma: Il Ratto di Proserpina (1621-1622) e Apollo e Dafne (1622-1625).

Lo straordinario capolavoro "Ratto di Proserpina" o "Plutone e Proserpina" fu creato nel 1621-1622, quando lo scultore aveva 23 anni! Bernini è giovane, creativo e, come ogni giovane di ventitré anni, pieno di energia sensuale. L'opera stessa trasmette questa energia. Osserviamo come il barbuto Plutone, con la forza, cerca di trattenere la tenera Proserpina, figlia di Giove e Cerere, la quale, disgustata, si allontana, intenzionata a liberarsi. Plutone, dio degli inferi, tiene il corpo della ragazza in modo tale che ci sia una sensazione fisica di carne viva e tessuti molli. Se esaminiamo attentamente questo capolavoro, sentiremo come nell'abbraccio stretto di Plutone la pelle marmorea di Proserpina inizia a respirare e gonfiarsi, come se potessimo sentire fisicamente la morbidezza del suo corpo delicato. 

Davanti ai nostri occhi vediamo il creatore e il suo ideale, non solo quello scultoreo e plastico, ma anche pittoresco. Bernini adorava il corpo femminile. E lo ha espresso pienamente nel suo lavoro, dando al marmo sensualità e calore.

Caratteristiche simili dell'arte barocca si trovano nella composizione scultorea Apollo e Dafne, dove le figure squilibrate degli eroi creano dinamismo e teatralità. La scena è piena di pathos e sentimenti contrastanti. Per salvarsi dall'amore irrefrenabile di Apollo, la ragazza chiese al padre di Peneus di trasformarla in un albero di alloro. Bernini ha ritratto il momento della trasformazione di Daphne. Le mani della ragazza si trasformano gradualmente in rami e foglie, e Apollo cerca invano di tenerla con la mano. Il dolce viso di Daphne è segnato da un urlo feroce che sottolinea la drammaticità dell'azione scultorea. La tragedia tuttavia qui è mitigata da una passione meno turbolenta e feroce, segnata da un movimento significativo, ma minore. Grazie a Gian Lorenzo Bernini il marmo torna a vivere.

Le sculture di Bernini sono un distillato di arte barocca con la sua apoteosi di forme ed espressività teatrale, sono capolavori di disarmante bellezza artistica, e sembra che facciano di tutto per diventare vive come la carne di una persona, e leggere come i suoi pensieri.

Yuliana Khaydarova per Art MUSE magazine Russia 
Fotografie di ©Andrea Varesi