Marion Greenstone al museo Carlo Bilotti 

10.12.2021

La varietà dell'opera di Marion Greenstone non solo offre una messe di esperienze visive diverse, ma esige anche uno sforzo per scoprire la continuità in opere apparentemente molto dissimili. In effetti, in tutti i suoi lavori traspare lo stesso amore per il colore e la forma, la delicatezza del tocco e un'insaziabile ricerca di equilibrio e armonia visiva. L'Espressionismo Astratto e la Pop Art hanno avuto un'influenza indiretta sulle sue opere. Ma assai più importante è stato per lei l'atto personale e intimo di dare forma alle sue idee. La dedizione alla sua arte appare evidente nella coerenza della sua vita artistica e nel suo desiderio di creare, indipendentemente dall'attenzione che le prestava il mondo esterno.

Nel suo lavoro, alcune caratteristiche sono rimaste costanti: raramente dava un titolo ai suoi quadri, ma non mancava mai di assegnargli un numero. Esistono quasi 500 dipinti numerati, oltre alle centinaia di monotype, pastelli, acquerelli e collage. Quando dipingeva, essa preferiva l'olio su tela e non nascondeva la sua profonda antipatia per l'acrilico.

Negli anni '60, il suo stile cambiò radicalmente quando incorporò elementi di collage nei suoi quadri astratti, iniziando con l'introduzione di elementi figurativi, ricavati da ritagli di reclame. Immagini dai colori vivaci di cibi, macchine, parti anatomiche e automobili si scontravano con le forme astratte hard-edge dei suoi dipinti. A volte incollava ritagli di riviste direttamente sulla tela. Altre volte, ricreava con grande infinita precisione quelle immagini commerciali. Sentendosi intrappolata nella forma rettangolare delle tele, nel 1965 cominciò a costruire delle tele di forme diverse (shaped canvases) che animavano ulteriormente le composizioni. I quadri pop di questo periodo sono incredibilmente dinamici e stilizzati. Benché le immagini siano figurative, le forme geometriche creano delle composizioni vigorose di forme astratte e sono anche sorprendentemente contemporanee e facilmente inseribili nel discorso attuale sulla pubblicità e le immagini mediate.

www.mariongreenstone.com

www.museocarlobilotti.it